Corecom e diritti dei consumatori. A cosa servono i comitati regionali

Corecom

Le modalità con la quale oggi viene utilizzata la comunicazione – in tutte le sue sfaccettature – è un argomento che spesso tiene banco in diverse sedi. A essere colpevolizzata è la modalità a volte poco professionale e poco etica con la quale vengono erogati servizi di telecomunicazione. Negli ultimi anni, in virtù di questa malsana consuetudine, dettata per lo più da un’ignoranza dilagante in materia, e quindi per prevenire problemi con la legge di qualsiasi natura, si è cercato di correre ai ripari con un organo che ne regolamenti tutti gli aspetto. Ecco svelato il motivo dell’istituzione di questi comitati regionali per la comunicazione, più comunemente conosciuti con il termine Corecom. Grazie alla legge Maccanico istitutiva dell’Agcom, il Corecom comprende degli organi di controllo che lavorano in base alla regione di appartenenza.

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Quindi essi sono a tutti gli effetti degli organi di governo che offrono garanzia e controllo sul sistema di comunicazione a livello regionale, atti a circuire situazioni poco chiare e sicuramente in contrasto con quanto dice la legge su questo argomento. La vera svolta in tal senso come riportato da ConsumoDigitale c’è stata quasi dieci anni fa, precisamente il 16 dicembre 2009 a Roma, quando vennero sottoscritte delle convenzioni in materia, riguardanti l’utilizzo delle nuove funzioni delegate tra l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e i comitati di alcune regioni. A far parte di questo patto compaiono la Calabria, il Lazio, la Lombardia, la Toscana, l’Umbria e il comitato provinciale di Trento con i rappresentanti delle diverse regioni e delle assemblee legislative. Il potere tutt’ora vigente che venne affidato al Corecom nello specifico, riguardava la vigilanza sull’esercizio dell’ attività radiotelevisiva locale, attraverso il monitoraggio delle trasmissioni dell’emittenza locale; la tenuta del registro degli operatori di comunicazione, ossia imprese di produzione e distribuzione di programmi radiofonici, imprese editrici e imprese concessionarie di pubblicità da trasmettere mediante impianti radiofonici o televisivi da diffondere su giornali, quotidiani o periodici.

E infine, la definizione delle controversie tra operatori del settore telefonia e telecomunicazioni e utenti. Insieme a questo controllo su tutti i fronti per quanto riguarda la comunicazione a livello locale, un ulteriore potere, se così vogliamo chiamarlo, affidato ai comitati, fu l’attività di conciliazione delle controversie in materia di telecomunicazioni tra gli utenti e gli operatori di queste ultime. Questo tentativo di mediazione, atto a risolvere eventuali controversie, è una condizione necessaria per la loro risoluzione, in assenza del quale non possono costituirsi eventuali cause davanti al giudice ordinario. Quindi l’esistenza del Corecom è necessaria e utile all’interno di una società civile.


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