Al giorno d’oggi fare impresa può riservare grandissime potenzialità, qualora due elementi si sposino con successo. Da una parte l’idea imprenditoriale giusta, dall’altra le agevolazioni giuste e le efficaci strategie di marketing. Quando poi si pensa ad un prodotto come l’olio, l’impresa può fare davvero la differenza. È proprio quello che scopriremo in questa guida, nella quale daremo utili consigli su come aprire un oleificio di successo.
Perché aprire un oleificio
Quando abbiamo parlato di sposalizio tra idea e strategie di marketing, la metafora sembrava pensata proprio per applicarla anche ad una buona fetta di pane con dell’olio sopra. Pane e olio rappresentano i prodotti made in Italy più venduti al mondo, nonché legame indissolubile con il territorio e la tradizione. Ecco perché in questo caso aprire un oleificio può essere un’ottima idea imprenditoriale. L’avvento dei sapori ‘bio’ e l’attenzione alla genuinità di quello che si mangia rendono questo business in forte espansione. Aprire un oleificio non è difficile, a differenza di altre idee imprenditoriali che necessitano magari di innovazioni tecnologiche o che cercano di posizionarsi in una nicchia di mercato troppo elitaria. In fondo basta avere un locale adibito alla lavorazione e alla trasformazione del prodotto e possibilmente degli ulivi in un appezzamento di terreno. In alternativa si può anche prendere in gestione un terreno coltivato ad ulivi, raccogliere e lavorare le olive per ottenere l’olio di alta qualità, e il gioco è fatto. O quasi, almeno, dato che comunque un investimento è sempre necessario, sia nel primo che nel secondo caso.
Le agevolazioni come investimento redditizio
Chi fa impresa può trovarsi in due situazioni alternative. O dispone di un capitale iniziale che va quantificato in un business plan preciso, oppure si avvale di fondi e sovvenzioni provenienti da diversi istituti. Partiamo da questa seconda evenienza, di certo la più diffusa. Può capitare infatti di avere un terreno agricolo coltivato ad ulivi, lasciato magari in eredità o comunque di famiglia ma non utilizzato. Invece di venderlo, si potrebbe investire nella sua riattivazione e nella costruzione o ristrutturazione di un frantoio ex novo o già in essere ma inutilizzato. È vero che i costi non sono esorbitanti, ma tra macchinari, locali che devono essere a norma, adempimenti fiscali e burocratici, i costi possono variare tra i 5 e i 15.000,00 euro per un oleificio di piccola o media entità. C’è da dire che lo stato mette a disposizione periodicamente delle risorse destinate alle piccole e medie imprese proprio per valorizzare e rilanciare questo patrimonio mondiale. In particolare, se il proprio terreno produce qualità di olive pregiate o di rara produzione, gli incentivi possono essere interessanti.
Per potersi candidare a questi fondi perduti i requisiti sono:
- essere una piccola e media impresa, anche facenti parte di una rete di aziende, che lavori nella produzione prima, della trasformazione poi e della commercializzazione finale del prodotto olio;
- far parte di un’organizzazione di produttori del settore olivicolo;
- essere o far parte di organismi che fanno ricerca e sono poi attivi nella diffusione della conoscenza sul prodotto.
In alternativa ci si può affidare ad un franchising, per ammortizzare i costi ed entrare in contatto con il ‘know how’ necessario alla gestione dell’oleificio.
Aprire un oleificio di successo: strategie di marketing
Una volta che si è aperto un oleificio non basta questo per garantirgli il successo. Affinché funzioni è bene seguire alcuni passaggi:
- ideare un sito web per far conoscere l’oleificio e tramite il quale vendere i prodotti;
- farsi conoscere tramite campagne pubblicitarie affidate ad un’agenzia di marketing;
- partecipare alle fiere periodiche del territorio;
- sponsorizzare iniziative per associare il marchio ad un’idea positiva (ad esempio le giovani squadre calcistiche);
- far girare il brand, ideando anche gadget ed accessori come tazze o magliette;
- lavorare sempre a contatto con i fornitori con i quali sviluppare contratti vantaggiosi commerciali.