Quando sia parla di cambiamento climatico si intende il cambiamento nel lungo periodo dei “pattern” stagionali. La temperatura media è aumentata di circa 1 °C dal 1980 ad oggi. E’ stato il cambiamento più veloce nella storia della Terra.
Non tutti sanno che le temperature non stanno aumentando uniformemente. Nelle zone artiche ed antartiche il surriscaldamento è più rapito che nelle altre zone della Terra. Come risultato, porzioni significative delle calotte polari si stanno sciogliendo e staccando.
Ciò non è solo un fatto di costume. Spesso quando si parla di surriscaldamento globale ci si dimentica che ciò produce anche impatti devastanti sull’economia per diversi motivi.
Desertificazione e danni all’agricoltura
Il settore primario è senz’altro il primo ad essere colpito dal riscaldamento globale. Infatti la conseguenza più immediata è la desertificazione. Le terre coltivabili, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che già ora
hanno un clima torrido o tropicale, diminuiscono sempre di più. I terreni diventano desertici e inproduttivi e, nella migliore delle ipotesi, richiedono una quantità di acqua maggiore per produrre.
Anche l’allevamento ne risente. Gli animali hanno sempre meno pascoli a disposizione.
Aumento dell’immigrazione
Come conseguenza del punto precedente, si ha che sempre meno persone nei paesi in via di sviluppo, riescono a sostenersi con agricoltura, allevamento e pesca.
Le attività primarie infatti rappresentano il sostentamento principale per molti di questi paese.
Spindi dalla necessità quindi grandi gruppi di persone sono costrette ad emigrare verso i paesi occidentali più ricchi con conseguenze economiche e sociali significative.
Aumento delle catastrofi naturali
Il surriscaldamento globale può aumentare in modo signficativo il rischio del verificarsi di eventi catastrofici, che possono avere un impatto importante sull’economia.
Ad esempio può aumentare di molto il numero degli incendi boschivi estivi, delle alluvioni, di valanghe e slavine in inverno che possono causare molti danni.
Oltre ai danni diretti, ci sono i danni indiretti che spesso non vengono quantificati.
Uno studio del governo americano ha stabilito che dal 1980 gli “eventi climatici estremi” hanno causato un danno all’economia di 1300 miliardi di dollari ed il dato è in costante aumento negli ultimi anni.
Il costo di tutto ciò non si ripercuote sugli sfortunati cittadini, ma su tutti in quanto le compagnie assicurative sono costrette ad adeguare i loro premi all’andamento del mercato.
Innescamento di un circolo non virtuoso di consumo di energia.
Infine un’altra conseguenza è l’innescamento di un circolo nefasto di consumo di energia se non si investe adeguatamente in energie rinnovabili.
L’innalzamento dell’energia produce come conseguenza diretta l’aumento del fabbisogno di energia per rinfrescare gli edifici domestici, produttivi e commerciali.
Se questa energia non viene prodotta con energie rinnovabili tale energia viene prodotta da centrali termoelettriche tradizionale che non farebbero altro che aumentare le emissioni di CO2 e quindi il riscaldamento globale.