Dove si può investire oggi? Sebbene non siano in tantissimi ad avere un piccolo capitale, chi lo ha si trova in una condizione di difficile scelta perché alcuni prodotti, come il conto deposito, non sono più così convenienti, e quindi, paradossalmente, si sceglie di tenere i propri risparmi ben nascosti in casa. Ma è davvero una buona prassi oppure ancora oggi si trova qualche modo per fare un investimento sicuro?
Pensare prima di tutto al futuro
Non ci sono scuse, oggi come oggi bisogna essere lungimiranti, c’è poco da fare. In che senso? Pensa se dovesse accaderti qualcosa. Ovviamente tutti ci auguriamo di no, ma dobbiamo comunque mettere in conto un possibile infortunio, un incidente sul lavoro o in auto. Il tempo dei risarcimenti facili è finito, oggi le assicurazioni tendono a stringere il più possibile le erogazioni di risarcimenti e vale lo stesso per gli indennizzi Inps. Ma cosa c’entra questo con gli investimenti? C’entra perché proprio in virtù del fatto che non vi è alcuna certezza del domani, è bene mettere da parte quanto possibile.
Ma non solo in vista di un ipotetico infortunio, tematica particolarmente importante quando si è lavoratori autonomi e non si possa fruire di eventuali indennizzi, anche in vista del fatto che non per tutti ci sarà una pensione e quindi è bene pensarvi fin da ora. Ma tornando al discorso principale, come e dove si può investire per far fruttare i propri eventuali risparmi?
Conto deposito o buono fruttifero?
Per quanto nel tempo siano stati immessi sul mercato diversi prodotti per il risparmio, la gente rimane sempre piuttosto incline a utilizzare quelli che sono visti come più sicuri, quindi offerti da enti ritenuti “infallibili” come poste e banche, sebbene sulle banche negli ultimi anni si sia sollevato un certo polverone di diffidenza generale a causa dei fatti accaduti di recente. Quindi se rimanessimo nell’ambito dei prodotti per il risparmio tradizionali, quale sarebbe il più conveniente tra i buoni fruttiferi e il conto deposito?
Tanto per cominciare iniziamo a vedere le differenze principali: il conto deposito solitamente ha la durata di uno o due anni mentre i buoni fruttiferi danno un minimo guadagno vincolando gli investimenti per lungo tempo. Ora veniamo ai tassi d’interesse. Questi non possono essere presi in esame senza tenere presente quale sia la tassazione applicata al prodotto. Nel caso dei conti deposito la tassazione è al 26% mentre per i buoni fruttiferi e per i titoli di Stato è al 12,50%. Tuttavia con le poste si paga l’imposta di bollo, mentre molte banche, per avere sempre nuovi clienti, si impegnano a pagarlo loro al posto del cliente, anche in caso di apertura di conto corrente.
In definitiva non si può parlare in modo totalizzante di un investimento più sicuro di un altro, ma piuttosto di un investimento più adatto alle proprie esigenze rispetto ad un altro. In questo senso occorre quindi valutare con attenzione quali siano le condizioni economiche offerte e le spese, dopo aver fatto un bilancio tra queste si potrà decidere quale sia il prodotto più adatto a soddisfare le singole esigenze personali. Non va escluso nemmeno il fattore sicurezza, è sempre bene controllare quali siano le garanzie dell’ente che fornisce il prodotto.